Bitti

Bitti, in Barbagia settentrionale, custodisce il sito archeologico nuragico di Romanzesu, due musei etnografici, l'oasi di Littos, le cascate di S'Illiorai e Sas Iapias e chiese campestri.

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Descrizione

Adagiata in una valle immersa nel verde dei boschi di sughere e macchia mediterranea, Bitti ha rivestito fin dalla preistoria un ruolo d'importanza strategica nella Barbagia settentrionale.

Custodisce nel suo territorio il sito archeologico di Romanzesu, uno dei più importanti complessi abitativi e cultuali della Sardegna nuragica,e diverse tracce documentate che testimoniano l'assidua presenza romana e bizantina.
Capoluogo di curatoria del giudicato di Gallura, feudo in periodo aragonese, in seguito Bitti è entrata a far parte del marchesato di Orani.
E' sede di due realtà museali di particolare interesse: il Museo della Civiltà contadina e pastorale dedicato agli strumenti da lavoro e della quotidianità bittese e il Museo Multimediale del Cantoa Tenore in cui è raccolto il dei più noti complessi vocali sardi.
L'incantevole oasi di Littos ospita una grande varietà di flora e fauna selvatica.
Gli antichi e suggestivi sentieri dei carbonai, nell'area rimboschita di Crastazza, offrono facili percorsi di escursione.
Le spettacolari cascate di S'Illiorai e di Sas Iapias s'inseriscono in un contesto naturale ineguagliabile.
Numerose le chiese campestri:da visitare il santuario della Madonna del Miracolo e quello della Madonna dell'Annunziata posto in una splendida valle.

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Pagina aggiornata il 23/09/2026