Siniscola, 8 settembre 2026 – La rete degli Istituti scolastici della Riserva di Biosfera MaB Unesco di Tepilora, Rio Posada e Montalbo (TPM), prima esperienza del genere messa in campo tra tutte le 21 Riserve riconosciute in Italia, entra nella sua fase operativa con il primo appuntamento formativo: un laboratorio che ha coinvolto operatori del mondo della scuola provenienti da tutti gli istituti comprensivi dei 17 Comuni su cui si estende l’area MaB. Dall’alta Barbagia alla bassa Gallura, passando per Baronia e Monte Acuto, decine di insegnanti e dirigenti scolastici, insieme ai componenti dei Centri di educazione ambientale, hanno raggiunto ieri mattina la sede della Fondazione Farris Tedde a Siniscola per confrontarsi con i vertici della Riserva e della sua consulta dei giovani, con i componenti del comitato scientifico e i curatori dei progetti di ricerca. Un lungo faccia a faccia che ha messo al centro dell’appuntamento la necessità di coinvolgere bambini e ragazzi, dai 3 ai 19 anni, nell’avvio di processi di sviluppo sostenibile e condiviso del territorio, così da migliorare le competenze degli studenti e il loro star bene a scuola, costruendo un curricolo comune sull’educazione alla cittadinanza globale. La rete, istituita a novembre 2025 e coordinata da Antonella Piredda, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo 1 e 2 di Siniscola e componente del Comitato di gestione che governa la Riserva, dovrà affrontare le difficoltà legate al forte abbandono scolastico, una delle realtà più difficili dell’UE, che caratterizza questi territori. La dispersione scolastica è tra i maggiori fattori che negano ai giovani gli strumenti migliori per inserirsi nel mondo del lavoro e, quindi, nell’avere progetti di vita. Nel pomeriggio, i lavori sono proseguiti con il Comitato di gestione della Riserva di Biosfera.
L’incontro. Ad aprire la mattinata i saluti del presidente del Parco di Tepilora (Ente gestore della MaB), Gianni Pilosu, e del direttore Alessandro Caria. Ha poi introdotto i lavori, sul tema “Essere Riserva della Biosfera, significato e opportunità”, il consulente Filippo Lenzerini a cui è seguito, nella prima uscita pubblica dall’elezione di giugno, il rappresentante della Consulta dei giovani della Riserva, Barnabas Zanetti, che ha fatto il punto sui primi passi della Consulta e sugli obiettivi che si stanno dando per il prossimo futuro. In collegamento è giunta poi la testimonianza sul coinvolgimento delle scuole nella Riserva della Biosfera dell’Appennino tosco-emiliano, con gli interventi della presidente del Parco nazionale e della Riserva, Lucia Baracchini, e della responsabile dell’educazione ambientale, Natascia Zambonini. Antonio Funedda, dell’Università di Cagliari, ha illustrato le proposte per le scuole del Comitato Tecnico Scientifico della Riserva della Biosfera TPM, mentre Pietro Calvisi, responsabile comunicazione e ufficio stampa di Parco di Tepilora e area MaB, ha presentato il progetto, in fase di realizzazione con le società Basi comunicanti e Smart revolution, "TPMBiosphere4Climate un’occasione per costruire la resilienza climatica”. A seguire è stato proiettato in anteprima un video racconto, registrato nelle scorse settimane, con le testimonianze di allevatori e agricoltori, pescatori, estrattori di sughero e rappresentanti delle associazioni di categoria, che hanno spiegato come sta cambiando il mondo delle campagne in relazione alla crisi climatica. Sul tema “Essere Scuola UNESCO, esperienze e nuove candidature”, sono invece intervenute Giovanna Maria Maloccu, dell’IC 1 Antonio Gramsci di Siniscola, e Carina Pinna, del Ceas di Lula. A fare da cornice a tutti i contenuti presentati è stata la dirigente scolastica Antonella Piredda con la relazione: “Costruire un Curriculo comune di educazione alla sostenibilità per gli studenti dai 3 ai 19 anni di Tepilora, Rio Posada e Montalbo”.
La Riserva TPM. “Con l’incontro di Siniscola tagliamo il nastro di una nuova esperienza che, nel mettere al centro delle attività le generazioni più giovani, sono certo arricchirà il processo di valorizzazione della nostra Riserva di Biosfera”. Lo ha detto il presidente del Parco di Tepilora, Gianni Pilosu, che ha aggiunto: “Abbiamo di fronte una sfida importante, un investimento indispensabile e decisivo se vogliamo immaginare un’area MaB inclusiva e capace di valorizzare i punti di forza migliori del territorio: da quelli ambientali a quelli della tradizione e della cultura. Lavorare con docenti altamente formati e informati, sul valore aggiunto del riconoscimento Unesco, significa avere al nostro fianco lo strumento migliore per seminare l’interesse e la curiosità dei ragazzi, così da favorire la voglia di fare per le nostre comunità”.
L’esperienza Tosco-Emiliana. “La relazione di scambio e la collaborazione con le Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado è stata in questi anni la cifra della declinazione dell’educazione alla sostenibilità nel Parco nazionale e nella Riserva di Biosfera Appennino tosco emiliano, declinando il protagonismo delle scuole e dei docenti nell’interpretazione della relazione uomo/natura. Siamo grati dell’invito ricevuto e siamo lieti di poter condividere le buone pratiche avviate in questi anni nel campo della formazione dei docenti, della progettazione educativa e didattica sull’ambiente e la sostenibilità. Esprimo vivo apprezzamento per la vostra iniziativa formativa e l’idea di costruzione di una rete tra scuole e territorio. L’educazione, la relazione con la natura e il territorio, la conoscenza e la pedagogia dei luoghi sono elementi importanti per la costruzione delle competenze dei nostri giovani studenti e per il loro futuro che inizia il primo giorno di scuola”, così la presidente Lucia Baracchini.
La scuola. “La rete degli ‘Istituti Scolastici della Riserva MAB Tepilora, Rio Posada e Montalbo’ – ha spiegato Antonella Piredda – è stata istituita a novembre 2025 con lo scopo di orientare l’azione degli istituti verso l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile. Il progetto promuove, inoltre, la cittadinanza globale e la tutela del territorio attraverso percorsi interdisciplinari, formazione e collaborazione con le comunità locali. L'obiettivo ultimo è quello di favorire un cambiamento sistemico che non solo porti a un miglioramento delle conoscenze, ma che influenzi i comportamenti e il benessere degli studenti e dell'intera organizzazione scolastica, contribuendo attivamente allo sviluppo sostenibile della società”.