Direzione del Parco. Caria si insedia a Tepilora: pronti a costruire opportunità socio-economiche che valorizzino le risorse ambientali, culturali e produttive

Alessandro Caria si insedia come nuovo direttore del Parco di Tepilora, succedendo a Marianna Mossa, con l'obiettivo di sviluppare turismo sostenibile, progetti europei e opportunità per i giovani.

Data:

14 mag 2026

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“Il Parco naturale regionale di Tepilora e la Riserva della Biosfera MaB UNESCO di Tepilora, Rio Posada e Montalbo rappresentano, oggi in Sardegna, una delle esperienze più significative di equilibrio tra tutela ambientale, identità territoriale e sviluppo sostenibile. Nei prossimi anni sarà fondamentale rafforzare questo percorso, consolidando il ruolo del Parco come strumento concreto di crescita per le comunità locali e come laboratorio permanente di innovazione territoriale”. Lo ha detto il nuovo direttore dell’area protetta, Alessandro Caria, in occasione del suo insediamento e del passaggio di consegne che si è tenuto a Bitti con Marianna Mossa, passata da qualche mese a coordinare le attività del Parco del Molentargius. Un passaggio di consegne seguito a una selezione pubblica, che ha portato all’individuazione di Caria, successivamente formalizzata dal presidente del Parco, Martino Sanna. Una fitta agenda di progetti da concludere e consolidare, da programmare e sviluppare accompagneranno il nuovo percorso per i prossimi cinque anni. “L’obiettivo – ha proseguito il direttore – è costruire un modello capace di generare opportunità socioeconomiche diffuse, valorizzando le risorse ambientali, culturali e produttive del territorio attraverso una visione integrata e di lungo periodo. Il Parco, appunto, deve diventare sempre più un luogo in cui tutela e sviluppo dialogano, creando valore per chi vive, lavora e investe nelle aree interne”. Tra le priorità programmatiche vi sarà “la trasformazione del Parco in un hub territoriale di progettazione, cooperazione e attrazione di risorse, capace di accompagnare Comuni, imprese, associazioni e comunità nella costruzione di progetti innovativi e sostenibili. Sarà importante rafforzare la capacità del territorio di intercettare programmi e bandi regionali, nazionali ed europei, creando reti e partenariati stabili con università, centri di ricerca, istituzioni e altri territori”. Caria ha poi ricordato che una particolare attenzione sarà dedicata alla “creazione di nuove opportunità per i giovani e per il tessuto economico locale, sostenendo percorsi legati al turismo sostenibile ed esperienziale, alla valorizzazione delle produzioni identitarie, all’educazione ambientale, alla mobilità lenta e alla fruizione consapevole del patrimonio naturalistico e culturale”. Una serie di azioni che possano contribuire a migliorare la qualità della vita attraverso cui contrastare lo spopolamento e favorire così la permanenza dei giovani nelle zone interne. Proprio sulle nuove generazioni, in ambito di Riserva della Biosfera, è stata da poco istituita la Consulta dei giovani, che si insedierà formalmente a fine mese. Oltre venti ragazzi rappresentativi delle diverse comunità dell’area MaB saranno chiamati a confrontarsi su idee e proposte da costruire e sottoporre al Comitato di gestione che coordina la Riserva. “È, inoltre, particolarmente importante – ha osservato il direttore – consolidare il posizionamento della Riserva della Biosfera all’interno delle reti nazionali e internazionali, valorizzando il riconoscimento UNESCO come leva strategica per la promozione territoriale, la cooperazione e la sperimentazione di modelli innovativi di sviluppo sostenibile”. Prossimi passi da mettere in campo saranno inoltre la valorizzazione dei beni pubblici all’interno del Parco, la riorganizzazione dell’aspetto escursionistico, tra servizi di accompagnamento e di assistenza ai visitatori, da ampliare con il supporto di guide e figure formate su una buona conoscenza dei territori e delle peculiarità dell’area protetta. “I tanti progetti che ci attendono – ha concluso Alessandro Caria – si potranno realizzare soltanto attraverso un forte lavoro di squadra e una governance partecipata, fondata sul dialogo costante con le amministrazioni locali, le comunità, il mondo associativo e gli operatori economici. La crescita del Parco dovrà essere sempre più il risultato di una visione condivisa e di una progettazione costruita insieme al territorio”.

Pagina aggiornata il 22/09/2026